Chi Siamo

Hangar Duchamp è una compagnia teatrale nata attorno al regista e direttore artistico Andrea Martella.
Oltre al lavoro della compagnia, attraverso la newsletter promuove diverse attività per le persone tesserate, come l’hangar club, (visione di gruppo di spettacoli selezionati dallo staff organizzativo in teatri convenzionati con biglietti ridotti riservati), il gruppo di lettura (le persone trendy lo chiamano book club), oppure come i workshop o le prove aperte.
In poche parole Hangar Duchamp è una struttura che tenta di creare condivisione e comunicazione tra persone, esseri umani, qualcosa che va anche al di là dell’arte teatrale.

La Compagnia

Come compagnia, Hangar Duchamp nasce nel 2017 con l’obiettivo dichiarato di mettere in scena spettacoli non convenzionali e non allineati, costruiti attraverso un approccio laboratoriale, performativo e sperimentale, a partire dal corpo e dall’azione prima ancora che dalla costruzione psicologica dei personaggi.

Altra caratteristica della compagnia è la connessione continua, concettuale e pratica, con l’arte contemporanea e la vocazione alla ricerca di luoghi non strettamente teatrali per rappresentare gli spettacoli (librerie, musei, circoli culturali) oppure la tendenza ad allargare gli spazi scenici dei teatri convenzionali ben oltre il limite del palcoscenico, in un’idea immersiva di fruizione della performance teatrale.

Il primo progetto è stato la TRILOGIA DELL’AVANGUARDIA, iniziata con la commedia dadaista IL CUORE A GAS di Tristan Tzara (2018 e poi 2021), proseguita con il dramma surrealista LE MAMMELLE DI TIRESIA di Apollinaire (2019 e 2023) e conclusa con la metafisica di CAPITANO ULISSE di Alberto Savinio (2022).

La linea che collega Dadaismo, Surrealismo e Metafisica è una delle più marcate della storia dell’arte e la connessione meno conosciuta tra queste meravigliose esperienze è proprio il teatro.

Conosciamo queste avanguardie per quello che vediamo nei musei, Hangar Duchamp vuole portare a conoscenza un altro aspetto di queste realtà creative, fornire uno sguardo diverso ed alternativo.

Nell’aprile 2024 la compagnia ha portato in scena il primo spettacolo inedito, interamente scritto durante sessioni di sperimentazione ed improvvisazione, da Hangar Duchamp.
Ecco la squadra che ha lavorato insieme alla compagnia (Giorgia Coppi, Vania Lai, Simona Mazzanti, Walter Montevidoni, Vlad Silter e, dall’Hangar Lab, Aurora Matarazzo e Eleonora Montevidoni) al progetto FOOD PORN: l’autore Marco Cecili, il produttore musicale e sound designer Attila Mona, il light designer Carlo Galleasso, la costumista Stefania Chiara Cavagni, lo scenografo/artista Mattia Urso e lo staff composto da Alessia Cottone e Chiara Petragnani.
Menzione speciale per il lavoro sulle immagini promozionali della fotografa e artista Manuela Giusto e la shooting performance dell’attrice Flavia Prugnola.

Il Regista

Il regista Andrea Martella, anche Direttore Artistico della compagnia, dopo più di 10 anni come docente nei laboratori del Teatro 7, è ora direttore artistico dei laboratori del Teatro 7 Off.
Totalmente autodidatta ed anti accademico, crede fortemente nelle persone più che nel talento.
Il suo faro è il dadaismo, che ritiene la massima espressione del genio umano dalle grotte di Lascaux a oggi.
È un ex batterista, un ascoltatore di musica in vinile, un folle appassionato di arte contemporanea e di football americano: in qualche segreta maniera tutto questo si riverbera in un personale modo di condurre i suoi laboratori teatrali e le sue regie.

Lo Stile

L’idea alla base del lavoro di Hangar Duchamp è che il contenuto psicologico della recitazione non venga negato, semplicemente non rappresenti il punto di partenza, ma di arrivo.
L’aspetto primario, l’incipit e il fulcro della pratica attoriale è il corpo, sollecitato nella ricerca e nella costruzione di azioni archetipiche, tramite gesti ripetuti che possano strutturare una suggestione emotiva in grado di accogliere un significato.
La parola, contenitore, involucro di senso, viene generata dall’atto performativo che le dona la sua qualità attraverso il suono e il coinvolgimento interiore indotto dall’azione.
Il testo viene accolto dal gesto: dall’azione si parte, all’emozione si arriva.
Nulla di rivoluzionario, qualcosa però di specifico, riconoscibile, coerente.